"Non ti lascio più" (ottobre 2021)


Nel contesto della mini rubrica #scrivereinautunno, ideata dall'autrice Alice Talarico (@libriinunmondorosa) su Instagram per salutare l'arrivo dell'autunno 2021, è stato chiesto ai partecipanti di scrivere un breve racconto autunnale.

Io ho aderito all'iniziativa proponendo il raccontino che trovate di seguito, in cui descrivo una storia d'amore molto speciale.

Buona lettura!



Non ti lascio più


Stella bevve un sorso di caffè bollente dalla tazza che stringeva tra le mani e i suoi occhi corsero ancora una volta alla vetrata che separava dal mondo esterno l'accogliente caffetteria dove era seduta.

Non faceva ancora freddo, ma ormai la sua amata estate se n'era andata. L'aria del tardo pomeriggio era fresca e la strada alberata era cosparsa di foglie ingiallite che danzavano nel vento. Tuttavia, lei non si sentiva affatto triste. Al contrario, non avrebbe potuto essere più felice. Il suo cuore era caldo e palpitante, come se al suo interno risplendesse un enorme sole, e il motivo era che finalmente avrebbe rivisto lui: il suo grande amore.

Erano trascorsi ben diciotto mesi dall'ultima volta in cui si erano abbracciati, e da allora non era trascorso un solo istante senza che lei pensasse a lui.

Prima di incontrarlo, Stella non aveva mai creduto al colpo di fulmine. Per lei l'amore era un sentimento che nasceva e cresceva lentamente, sviluppandosi con il tempo. Ne era fermamente convinta. Eppure, in un attimo, lui aveva disintegrato tutte le sue convinzioni e infranto tutte le sue regole.

Bevve un altro sorso, mentre ricordava con emozione il giorno in cui lei e il suo Tommy si erano conosciuti.

Era un tiepido pomeriggio autunnale, proprio come oggi. Lei stava leggendo un libro su una panchina, in attesa che arrivasse l'orario in cui era previsto il colloquio per il lavoro dei suoi sogni, quando una forza misteriosa l'aveva indotta a sollevare lo sguardo dalle pagine. Così l'aveva visto.

Stava camminando ai lati del sentiero che serpeggiava attraverso il parco, il capo chino e il passo incerto. Apparentemente solo.

All'improvviso si era voltato nella sua direzione, i suoi occhi scuri avevano incrociato quelli chiari di Stella, e in quel momento tutto aveva avuto inizio. Per lui e per lei.

Stella terminò di bere il suo caffè, salutò il proprietario della caffetteria e uscì per avviarsi verso il luogo dell'appuntamento.

Non aveva intenzione di correre, però non riusciva nemmeno ad andare piano. In quei lunghi mesi che aveva trascorso all'estero, si era potuta dedicare con passione al lavoro per cui aveva studiato tutta la vita e aveva ottenuto enormi soddisfazioni, ma ormai quella bella esperienza apparteneva al passato. Adesso era tornata e tutto ciò che voleva era sedersi comoda sul divano e raccontare tutto al suo amato Tommy. Sapeva che lui l'avrebbe ascoltata con interesse anche per ore intere, senza mai stancarsi del suono della sua voce. Era sempre stato così e niente avrebbe mai cambiato le cose. Nemmeno la lontananza.

Raggiunse il parco in pochi minuti e, quando arrivò alla panchina, il suo cuore iniziò a battere fortissimo. Tommy era già lì.

Appena la vide, iniziò a correre veloce verso di lei e in quel momento Stella dimenticò ogni cosa. Spalancò le braccia, attese che lui vi si tuffasse e lo strinse a sé con calore. Come aveva fatto quel giorno di quattro anni prima, quando lui era piccolo e solo e aveva tanto bisogno di lei.

«Ehi, figlia degenere! Ci sono anch'io qui, lo sai?»

"Scusa, mamma, hai ragione", pensò Stella, con un sorriso bagnato di lacrime.

Più tardi avrebbe salutato anche lei, ringraziandola di cuore per essersi presa cura del suo amato cane in sua assenza, ma non adesso. Aveva troppo da farsi perdonare.

«Tommy, amore mio», sussurrò, strofinando la guancia contro il pelo morbido. «Sono a casa finalmente. Non ti lascio più».




TORNA A "EXTRA"